Impianto idraulico 101: guida completa a tipi, funzionamento e manutenzione

Gli impianti idraulici costituiscono elementi fondamentali negli edifici, garantendo l’erogazione di acqua pulita e lo smaltimento corretto delle acque reflue. In questo post ti propongo una panoramica dei fondamenti dell’installazione idraulica, delle tipologie di impianto e degli accorgimenti per mantenerlo efficiente nel tempo. Il testo si rivolge sia al principiante “fai da te” che al tecnico che vuole una guida di riferimento.


Che cos’è un impianto idraulico?

Un impianto idraulico è una rete di tubazioni, rubinetti e accessori che trasporta acqua potabile e gestisce le acque di scarico all’interno di edifici. Le sue due missioni principali sono: fornire acqua pulita per usi domestici e rimuovere in modo sicuro le acque reflue.
La progettazione e realizzazione richiedono un’attenta analisi, rispetto delle normative locali e materiali certificati.


Codici e normative da rispettare

Durante l’installazione è necessario attenersi a:

  • dispositivi antiriflusso, per evitare che acqua sporca contamini la rete potabile;

  • regole per il corretto smaltimento delle acque (diametri, pendenze, ventilazioni);

  • normative sull’efficienza idrica;

  • disposizioni per tubazioni del gas, se presenti;

  • normative di ventilazione dell’impianto, per evitare depressioni.

I professionisti usano codici come UPC e IPC, aggiornati periodicamente, per garantire conformità e sicurezza.

Il funzionamento dell’impianto idraulico

Alla base del sistema c’è il principio della fluidodinamica: l’acqua si muove da zone ad alta pressione verso zone a bassa pressione. La pressione è generata dall’acquedotto o da pompe interne. Deve essere calibrata: un eccesso danneggia tubi e rubinetti, un difetto comporta flusso ridotto.
Componenti chiave:

  • Sistema di approvvigionamento: la condotta principale si suddivide in rami che alimentano i vari apparecchi. Si inseriscono valvole e regolatori per gestire flusso e pressione.

  • Distribuzione acqua calda: lo scaldabagno (a serbatoio o istantaneo) riscalda l’acqua, che viene poi distribuita tramite tubazioni dedicate.

  • Drenaggio e ventilazione: le acque reflue defluiscono grazie alla gravità, mentre i tubi di sfiato assicurano l’equilibrio di pressione nell’impianto.

Durante la progettazione si considerano materiali, diametri, pendenze e gestione dei gas.

Tipologie di sistema idraulico

Tre sistemi principali compongono l’impianto:

  1. Sistema acqua potabile: distribuisce acqua sicura per uso domestico, con pompe, regolatori e contatori.

  2. Sistema di scarico fognario: raccoglie le acque nere e le convoglia verso la rete fognaria o fosse settiche, con tubi più grandi, sifoni e sfiati.

  3. Sistema di drenaggio: gestisce acque meteoriche e di ruscellamento tramite grondaie, tubazioni pluviali e pompe.

In molti casi, si integra anche un sistema di riuso delle acque grigie per usi non potabili (es: scarico WC, irrigazione), utile per risparmiare acqua.

Gli impianti domestici sono più semplici, mentre quelli commerciali devono supportare elevati volumi d’uso e sistemi complessi, con normativa più severa.

Fasi di installazione

Ecco le tappe principali:

  1. Progettazione: definizione della mappa delle tubazioni, scelta dei materiali e posizionamento dei sanitari.

  2. Permessi: approvazioni da parte degli enti locali con presentazione del progetto.

  3. Scavo e posa interrata: nei nuovi edifici si posano le condotte prima del getto delle fondamenta, attenti alle pendenze.

  4. Installazione grezza: inserimento dei tubi dentro muri e solai, prove di pressione.

  5. Collegamenti esterni: raccordo con rete idrica e fognaria rispettando norme.

  6. Installazione apparecchi: montaggio di lavabi, WC, docce, scaldabagni, con sigillatura e test perdite.

  7. Collaudo e ispezione: prove di tenuta dell’impianto e controlli da enti esterni.

Sebbene alcuni passaggi possano sembrare accessibili, interventi complessi richiedono competenza tecnica e conoscenza normativa.

Aspetti da valutare in fase progettuale

Durante la progettazione, è importante considerare:

  • la fonte dell’acqua (acquedotto, pozzo, trattamento necessario);

  • i materiali per tubazioni (rame, PEX, PVC, CPVC, ecc.);

  • il picco di domanda idrica;

  • l’efficienza energetica e integrazione di fonti rinnovabili;

  • il rispetto delle normative locali;

  • la pressione e portata necessaria, specialmente per edifici su più piani.

Manutenzione ordinaria

Per assicurare lunga vita all’impianto, segui:

  1. Verifica perdite: controlla tubazioni, rubinetti e WC per eventuali gocce.

  2. Pulizia degli scarichi: usa filtri e pulisci con acqua, aceto e bicarbonato; evita prodotti chimici corrosivi.

  3. Controllo della pressione: assicurati che rimanga nei limiti; installa un regolatore se serve.

  4. Cura dello scaldabagno: almeno una volta all’anno, svuota e risciacqua per eliminare i sedimenti.

  5. Ispezione corrosione: esamina tubi visibili per segni di deterioramento.

In caso di problemi gravi, affidati a un idraulico qualificato, soprattutto per lavori che richiedono conformità normativa.

Svuotare l’impianto idraulico

  • chiudi l’acqua principale;

  • apri rubinetti e valvole dall’alto verso il basso;

  • aziona lo sciacquone del WC;

  • apri valvola inferiore per svuotare il tutto.

Preparazione al freddo

  • scarica completamente l’acqua dall’impianto;

  • chiudi e proteggi rubinetti esterni;

  • isola tubi in locali non riscaldati (soffitte, cantine);

  • se la casa resta vuota, valuta uso di antigelo non tossico nei WC o scarichi.

Se ti trovi nella zona di Rovigo o dintorni, contattaci: disponiamo di tecnici disponibili 24/7 per emergenze idrauliche, con anni di esperienza sul territorio. Fissa subito un intervento o una verifica del tuo impianto.

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